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Bambini a Venezia: il Museo di Storia Naturale

I turisti che vengono a Venezia sono tutti dotati di mappe della città, cercano di orientarsi e capire come raggiungere i luoghi che vogliono visitare, trovare i campi, le calli, i monumenti di loro interesse. Si fermano ad osservare le mappe, facendole girare a 360 gradi pur di riuscire a capire come funziona questo strano labirinto che è Venezia.

Nelle loro ricerche sono facilitati da alcuni punti di riferimento fondamentali della città: il Canal Grande è uno di questi.

Che siano tour di gruppo o tour individuali, i visitatori spesso prendono un motoscafo o un vaporetto per percorrerlo tutto ed ammirare i bellissimi palazzi, gli edifici più importanti della città lungo il magnifico canale, che con la sua forma a esse rovesciata divide la città in due parti.

Che siano tour di gruppo o tour individuali, i visitatori spesso prendono un motoscafo o un vaporetto per percorrerlo tutto ed ammirare i bellissimi palazzi, gli edifici più importanti della città lungo il magnifico canale, che con la sua forma a esse rovesciata divide la città in due parti.

I palazzi con i loro stili architettonici differenti, le facciate in mattoni o in pietra d’Istria o semplicemente intonacati, sono tutti straordinari nella loro unicità. Uno stile unico caratterizza il Fondaco dei Turchi che in origine era una tipica casa-fondaco di stile veneto-bizantino, risalente al XIII secolo. La facciata colpisce perché presenta una doppia fila di arcate, 10 al piano terreno, 18 nella loggia al primo piano, la struttura è compresa tra due torrette merlate. Lunga e complicata è la storia dell’edificio e diversi sono stati i proprietari e gli ospiti quali duchi, papi, re, fino al 1621 quando il doge Antonio Priuli assegnò l’edificio alla comunità turca presente a Venezia, che vi restò fino al 1838. Il palazzo odierno è il frutto di un restauro eseguito tra il 1858, anno in cui fu acquistato dal Comune di Venezia, e il 1869. Vi ospitò il Museo Civico Correr, ora in piazza San Marco, fino al 1922.

Dal 1923 è la sede del Museo di Storia Naturale

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Dopo un accurato processo di trasformazione e ammodernamento, il museo è stato riaperto al pubblico nel 2010. Si tratta di un complesso di stanze, completamente rinnovate, in cui sono esposti molteplici reperti archeologici, oggetti, fossili, collezioni scientifiche e naturalistiche che rendono questo museo un luogo unico ed estremamente suggestivo a Venezia.

Forse l’attrazione principale e più nota è lo scheletro di un dinosauro, lungo più di sette metri che cattura l’attenzione dei visitatori. I bambini sanno tutto sui dinosauri, lo guardano a bocca aperta e poi iniziano a spiegarlo ai genitori. In questa sala del museo le parti sono rovesciate: i bambini spiegano, i grandi apprendono!!!

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Si possono vedere fossili appartenenti ad ere geologiche differenti, le sale sono molto suggestive: sono abbastanza buie per potere consentire una migliore visione dei singoli pezzi illuminati uno ad uno, musica a basso volume, luci talvolta colorate che creano una atmosfera quasi surreale: d’altra parte sono fossili di milioni di anni fa, un percorso a ritroso alla scoperta di un mondo scomparso, di forme di vita esistenti che ci consentono di capire l’evoluzione avvenuta in tutti questi millenni. Vi troverete circondati da libellule, pesci, conchiglie, felci, uova di dinosauro, rettili volanti e marini, granchi, uccelli, rami di palma e tanto altro, tutto accuratamente collocato in modo da non creare confusione. Personalmente i miei fossili preferiti sono le ammoniti, e qui ce ne sono di grandi e di piccole dimensioni, la loro forma a spirale ha suscitato la fantasia di tante persone in passato creando miti e leggende.

 

 

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Alcune stanze sono dedicate ad esploratori veneziani che dalla metà del 1800 fino al primo 1900 andarono in Africa, per venire a conoscenza di questo continente ancora inesplorato. Sono esposti oggetti tipici delle diverse tribù, di differenti gruppi etnici con cui loro stessi vennero a contatto. Interessante vedere i manufatti, indumenti, collane, calzature, ornamenti, vasellame, armi di quella che era definita Africa Nera, la più remota e meno conosciuta. Iniziano in quel periodo anche i safari, ed alcuni esploratori mostrano fieri gli animali da loro catturati. Vi sono esposte anche due mummie di coccodrilli ed una mummia umana.

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Passando per la Wunderkammer (camera delle meraviglie), il cui soffitto si può vedere nella foto sopra, vi troverete nella stanza di museo e scienza, dove sono esibite ricche collezioni dei naturalisti veneti, collezioni che sono divise in base alla specificità delle differenti scienze: biologia marina, entomologia, ittiologia, ornitologia, e tante altre. Bellissime sono per esempio le farfalle azzurre, ma anche rocce, conchiglie, uccelli, minerali, collezioni che costituiscono il nucleo principale ed iniziale di questo museo. Altre sale hanno in comune il tema del movimento,animali il cui habitat naturale è sottoterra, in acqua o in aria.

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Al piano terra si trova un acquario marino, lungo circa cinque metri, che riproduce l’ambiente tipico dell’Alto Adriatico. Interessante perché si possono vedere letegnùe: cosa sono? Non sono altro che formazioni rocciose sommerse tipiche del Golfo di Venezia. Possono essere di differenti dimensioni, e trovarsi a differenti profondità. Sono interessanti soprattutto per la ricchezza biologica che le caratterizza. Uscendo nel cortile ci saluta uno scheletro di balenottera, sospeso al soffitto.

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Purtroppo questo museo non è molto frequentato, forse perché fuori dai percorsi classici dei turisti, forse perché molti pensano che sia difficile da comprendere o noioso. Non è affatto così: è il luogo ideale per chi è alla ricerca della Venezia nascosta, un’oasi di pace, di silenzio in questa città unica che rende felici non solo i bambini ma anche gli adulti, grazie all’allestimento accogliente oltre alle meraviglie che si possono ammirare. Vi saluto mostrandovi la mia ammonite a cui sono affezionata, ed invitandovi a contattarci se volete avere un tour insolito, una passeggiata nella città alla scoperta dei suoi angoli segreti. Bambini venite con noi ed esploriamo insieme questo museo. D’accordo? Vi aspettiamo. Ciao!!!

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