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Coco Chanel a Venezia: un tour guidato a Venezia

Dal 17 settembre 2016, al secondo piano di Ca’ Pesaro (la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia) è possibile visitare la mostra ‘La donna che legge’, un ritratto alquanto singolare di Gabrielle Chanel.

Tutti conosciamo Coco, ma questa esposizione ha come punto focale un aspetto poco noto della famosa stilista, una donna che ha rivoluzionato il mondo della moda, azzardando e mostrando un enorme coraggio nelle sue scelte innovative.

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Mademoiselle Chanel amava l’arte del leggere, così lei definiva la lettura. Sono qui esposti i libri che facevano parte della sua ricca biblioteca a Parigi. Adorava i classici greci e latini, come Omero, Platone, Virgilio, ma anche Dante. Ha conosciuto ed era amica di Cocteau, Max Jacobe e Reverdy.

Le teche della mostra sono ricche di lettere scritte a mano, di volumi, di alcune miniature antiche, di disegni, spartiti musicali e tanto altro: tutte opere di differenti scrittori, pittori, musicisti, impresari teatrali che hanno, in modo diverso, stimolato ed influenzato lo stile creativo di Coco, la quale sosteneva di abbandonarsi completamente alla lettura in quanto la riteneva trasformazione che conduceva al sogno. Di pari passo a queste opere, sono esposti anche abiti, gioielli, collane, per meglio comprendere l’influenza che tali letture hanno avuto sulla moda Chanel.

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All’inizio dello scorso secolo anche le differenti correnti artistiche dell’Avanguardia furono apprezzate da Gabrielle. Il Dadaismo, Picasso (amico personale di Coco) ed il Cubismo, Marinetti ed il Futurismo hanno giocato un ruolo rilevante nelle sue innovazioni: l’ormai diventato classico tubino nero era per donne dinamiche, attive, sempre in movimento, futuriste in poche parole. Il 1 ottobre 1926 su Vogue America apparve il Little Black Dress o Petite Robe Noire (Piccolo Vestito Nero): il tubino: provocò uno scandalo nella moda del tempo, poiché il nero era associato al concetto del lutto, al contrario Coco affermò che il nero conteneva tutti i colori; semplicità ed eleganza allo stesso tempo, rendendo libere le donne da corpetti ed altri indumenti scomodi. Era un abito per le donne che conducevano una vita dinamica: il lusso non escludeva la comodità. Le donne che vestono Chanel devono essere eleganti e comode allo stesso tempo: Coco fornì un nuovo guardaroba per un nuovo tipo di donna.

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Il primo incontro di Gabrielle con il lusso avviene nella chiesetta del convento dove suo padre, dopo la morte della madre, l’aveva lasciata ed abbandonata. La piccola vide uno scrigno blu e oro decorato con smalti: iniziò così la sua ricerca del bello e del lusso, che per lei non è un’ostentazione, ma qualcosa di sacro.

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Crea gioielli preziosi, come stelle in platino e diamanti. È una persona solitaria, ma non sente la pesantezza della solitudine, grazie alla sua veduta positiva del mondo: le stelle dell’universo le hanno concesso una vita di luce; lei deve far luce nel cielo della moda: abiti decorati con stelle e comete fanno parte della sua collezione.

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In mostra i visitatori possono vedere una pietra con una forma strana: non è che un pezzo di meteorite regalato a Coco, considerato come un oggetto contenente l’energia dell’universo e toccato in modo solenne da lei stessa ogni giorno.

Coco ha avuto un grande amore: Boy Capel, morto in un incidente nel 1919. Arriva a Venezia nel 1920 e subito intuisce che la città lagunare è la sua città dove la sua vita può cambiare. Essendo nata sotto il segno del leone (il leone è anche il simbolo del patrono della città, San Marco Evangelista, e di Venezia stessa), amava osservare i leoni nei diversi luoghi della città. Affermerà: “Sono un Leone e, in quanto tale, uso i miei artigli per evitare che la gente mi faccia del male. Ma credetemi, soffro di più nel graffiare che nell’essere graffiata.”

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Nel suo appartamento a Parigi, Coco si circonda di leoni in differenti materiali; molti si possono ammirare visitando questa esposizione.

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Nella sua ricchissima biblioteca trovava posto anche una statua di marmo bianco senza testa, un nudo di donna dalla forma sinuosa: la statua di Venere. È sensuale e casta allo stesso tempo: “sono le copertine dei libri in stoffa, in materiali differenti che devono rivestire la scultura”, dichiarava Mademoiselle Chanel.

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Ancora una volta, quindi, Coco sottolinea con forza l’importanza della lettura nella sua intera vita, dai libri ha preso ispirazione, la lettura è stata la scintilla creativa ed originale che ha reso Chanel una donna unica e indimenticabile. Era convinta che la sua stessa leggenda avrebbe percorso autonomamente il suo cammino, al quale augurava una lunga vita: tutto ciò si è avverato. Ed il cammino continua. Affermava inoltre che “per essere insostituibili, bisogna essere unici”: ci è riuscita.

 

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La mostra terminerà l’8 gennaio 2017, ma il legame tra Coco e Venezia resta e resterà indissolubile. A tale proposito, vi sono, inoltre, esposti gioielli la cui ispirazione deriva dall’assoluta ammirazione di Coco per i mosaici bizantini della basilica di San Marco e per gli smalti della Pala d’Oro, ed anche abiti ricamati con tessere di mosaico.

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Venezia costituisce per lei il passaggio dal periodo di lutto alla luce. Ama la spiaggia del Lido, passeggiare per le calli strette della Venezia nascosta, ammirare quadri di famosi artisti del rinascimento, incontrarsi in caffè del centro con gli amici, partecipare a grandi balli in maschera nei più lussuosi palazzi veneziani.

Suo caro amico fu l’impresario del balletto russo (Русский Балет) Diaghilev con il quale collaborò, disegnando costumi per i suoi spettacoli, e per il quale pagherà il funerale svoltosi nella chiesa dei Greci.

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Molti sono i luoghi a Venezia legati alla vita di Coco Chanel: venite a scoprirli con noi!

Desideriamo salutarvi con una celebre frase di questa donna, che con il coraggio di un leone non si è mai arresa, ha sempre perseguito i suoi sogni, è andata oltre le regole del suo tempo ed è risultata sempre vincente. Dal Passo di Maximes et sentences da Gabrielle Chanel in Vogue Paris del Settembre 1938: “Se siete nate senza ali, non fate nulla per impedire che crescano”.

Grazie Coco per aver amato così tanto la nostra straordinaria città!

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