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I miracoli di San Marco nell’arte a Venezia

Il 25 aprile a Venezia non celebriamo solo la Festa della Liberazione, come in tutta Italia, ma anche il nostro santo patrono San Marco Evangelista.

Ci è venuta voglia così di raccontarvi i più famosi miracoli compiuti da San Marco e riprodotti da artisti in opere pittoriche e scultoree visibili a Venezia.Bambini, di sicuro sarà interessante anche per voi ascoltare queste storie e poi vederle rappresentate nelle opere d'arte disseminate in città!

Siete pronti? Iniziamo questo viaggio tra storia, leggenda ed arte.

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La statua di San Marco Evangelista, Basilica di San Marco

Uno dei miracoli più ricorrenti è quello di Aniano. Arrivato ad Alessandria d’Egitto, dopo il viaggio in Cirenaica, Marco si recò, sotto suggerimento dell’arcangelo Michele, dal calzolaio Aniano per farsi aggiustare un sandalo che durante il cammino si era rotto. Essendosi ferito con uno strumento da lavoro Aniano per il dolore gridò ‘Heis ho Theos’ (Dio è uno). Avendolo sentito Marco predicò il Vangelo guarendolo miracolosamente con la sua saliva mischiata alla polvere della strada. A seguito di questo episodio Aniano si convertì al cristianesimo facendosi battezzare da Marco stesso.

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San Marco guarisce Aniano, particolare, Giovanni Mansueti  
Gallerie dell’Accademia, 1525 ca

Sant’Aniano divenne in seguito il santo protettore dei calzolai, che a Venezia si riunirono nella Scuola dei Calegheri (ovvero la corporazione dei calzolai) con sede in campo San Toma’. Ancora oggi possiamo vedere il bassorilievo nella lunetta sopra la porta di entrata della loro scuola, dove non solo viene raffigurato il miracolo, ma sono presentate anche calzature differenti.

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San Marco che guarisce sant’Aniano, lunetta di Pietro Lombardo, 1478, Scuola dei Calegheri

Lo stesso miracolo lo ritroviamo nella facciata della Scuola Grande di San Marco, in campo Santi Giovanni e Paolo (l’entrata dell’ospedale di Venezia).

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San Marco guarisce Aniano, bassorilievo attribuito a Antonio e Tullio Lombardo, 1504 ca.

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San Marco battezza Aniano, bassorilievo attribuito a Antonio e Tullio Lombardo, 1504 ca.

La stessa scena è resa anche in mosaico. Nella cappella Zen della Basilica di San Marco, (antica Porta da Mar), si può ammirare questa opera del XIII secolo

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San Marco guarisce Aniano, mosaico del XIII secolo, Cappella Zen, Basilica di San Marco

Bisogna ritornare alle Gallerie dell’Accademia per un altro miracolo: quello dello Schiavo, dipinto da Tintoretto nel 1548. Lo schiavo è a terra disteso, risaltano le sue carni bianche, sta per essere martirizzato per aver venerato le reliquie del santo. San Marco, come un fulmine, sembra squarciare la tela, interviene dall’alto a testa in giù con una potenza devastante tanto che gli strumenti da tortura si rompono. Audacia, innovazione, colori intensi: tutto questo rende l’opera originale, di immediata comprensione ed un capolavoro al tempo stesso.

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‘Miracolo dello Schiavo’, Tintoretto, 1548, Gallerie dell’Accademia

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Particolare, la figura di San Marco, ‘Miracolo dello Schiavo’, Tintoretto, 1548, Gallerie dell’Accademia,

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Particolare, lo schiavo a terra, ‘Miracolo dello Schiavo’, Tintoretto, 1548, Gallerie dell’Accademia

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Particolare, gli strumenti rotti vengono mostrati, ‘Miracolo dello Schiavo’, Tintoretto, 1548, Gallerie dell’Accademia

Anche nella cantoria della Basilica di San Marco possiamo ammirare lo stesso miracolo: il Sansovino, infatti, lo rappresenta con un bassorilievo di bronzoinsieme ad altre storie della vita del santo.

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‘San Marco libera lo schiavo’, Sansovino, 1541, cantoria, Basilica di San Marco

I miracoli compiuti da San Marco riguardano anche Venezia stessa. Paris Bordon ha reso molto bene in pittura una leggenda tipicamente venezianaambientata nella laguna: quella dell’Anello di San Marco ed il pescatore. Come molte leggende, anche questa parte da un evento storico. Il 25 febbraio del 1341 si scatenò a Venezia una violenta tempesta che causò una inondazione eccezionale in città. Di notte un uomo chiese ad un pescatore di portarlo in barca prima all’isola di San Giorgio, dove salì un giovane guerriero, poi di fermarsi a San Nicolò del Lido per far salire un anziano signore. A quel punto al pescatore fu chiesto di andare in mare aperto dove la tempesta infuriava.

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Particolare, i tre santi ed il pescatore sulla barca in mare durante la tempesta, ‘Burrasca in Mare’, Jacopo Palma il Vecchio e Paris Bordon, Gallerie dell’Accademia.

Giunti di fronte ad una nave piena di demoni con il diavolo in prima fila, i passeggeri facendo il segno della croce fecero affondare la nave negli abissi più profondi. Il primo passeggero era San Marco stesso che, finita la tempesta, dette il suo anello al pescatore come prova affinché tutti credessero al miracolo. Gli altri passeggeri erano San Nicolò e San Giorgio. Il giorno seguente l’umile pescatore consegnò l’anello al doge. In seguito venne organizzata una processione di ringraziamento al santo protettore per aver salvato la città dalla distruzione.

LaConsegnadellanelloaldoge‘La Consegna dell’anello al doge’, Paris Bordon, 1534 ca, Gallerie dell’Accademia

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Particolare, il pescatore consegna l’anello di San Marco al Doge Andrea Gritti, ‘La Consegna dell’anello al doge’, Paris Bordon, 1534 ca, Gallerie dell’Accademia

Ci sarebbe tanto altro da dire su San Marco, ma lo faremo per gradi con articoli differenti. Intanto salutiamo tutti voi, dandovi appuntamento al prossimo post con questa foto del leone alato, simbolo di San Marco.

Ciao!!!

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