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La Festa del Redentore in cucina

Si avvicina la Festa del Redentore, una celebrazione a cui i veneziani non rinuncerebbero per tutto l’oro del mondo.

A parte la processione sul ponte di barche e il ricordo mai dimenticato della peste, il Redentore è, e resta, una delle feste popolari più belle e sentite, una festa di appartenenza, comunità, condivisione e magia.

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Preparativi in Giudecca

Chi ha la fortuna di avere una imbarcazione, inizia settimane prima i preparativi per addobbarla. La tradizione vuole che si usino fresche frasche e palloncini colorati, di carta, illuminati con le candele. Quante volte i palloncini non si aprivano, la candela non entrava, il vento spegneva la fiamma… Questo non ha mai impedito di gioire comunque!

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Archivio Vesta 2016

Chi non possiede barche, cerca di accordarsi con amici, parenti, per aggregarsi alla compagnia o per affittare i tipici burchi, che di solito si usano per il trasporto di merci, barche grandi e capienti dove si può imbandire la tavola all’interno, porvi le sedie o le panche e stivare i cibi, le angurie, le bibite in cambusa. La serata e la notte della festa sono lunghe!

Un’altra possibilità è quella di organizzarsi con gli amici affittando dei posti in una delle lunghe tavolate che si preparano sulla riva della Giudecca. Mentre i turisti si stipano tutti in Piazza San Marco, i Veneziani si affollano sulle rive della Giudecca o in Punta della Dogana e alle Zattere.

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Tavolate lungo la riva della Giudecca

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Tavolate lungo la riva della Giudecca

Già nel XVI secolo, subito dopo la fine della peste bubbonica e la costruzione del capolavoro palladiano della Chiesa del Redentore, il popolo festante era uso trascorrere la serata e poi anche la vigilia sulle rive della Giudecca, rischiarata dalle torce e dai palloncini illuminati. E si sa, dove ci sono gruppi di persone c’è anche chi prepara da mangiare. Di conseguenza sulle rive sorsero cucine ambulanti per quelli che volevano trovare cibo e bevande nell’attesa delle celebrazioni. Anche per chi arrivava nelle barche addobbate per la festa c’era la possibilità di trovare i cibi tipici da acquistare sul luogo.

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Carlo Grubacs, (1801-1864), Veduta di Venezia durante la Festa del Redentore, 1840 ca.

Ma cosa non deve mancare nelle barche e sulle rive la sera del Redentore?
Di sicuro la pasta e fasioi, rigorosamente fredda, le sarde in saor (sarde in carpione), preparate giorni prima per farle insaporire nel loro “sapore”, il saor, di cipolla e aceto, ibigoli in salsa, preparati con un sugo di cipolle e acciughe e anch’essi mangiati freddi (tenere cibi caldi in barca è un’impresa!), i bovoleti (lumachine) da succhiare golosamente e, per chi davvero vuole mettersi d’impegno, c’è pure l’anatra ripiena. L’anguria non può proprio mancare e per finire vino a volontà!

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Preparativi in Giudecca

Ecco alcune ricette.

Già Goldoni, fonte inesauribile di racconti di vita popolare veneziana, racconta le sardine con la cipolla nella commedia ‘Le donne de casa soa’:

Grillo, sentì, fio mio, tolè la sporteletta;
Voggio che andè da bravo a farme una spesetta.
In pescaria ghe xe del pesce in quantità;
M'ha dito siora Catte, che i lo dà a bon marcà.
Un poche de sardelle vorria mandar a tor,
Per cusinarle subito, e metterle in saor.

 

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Ricetta delle sarde in saor:
-     sardine e cipolle in genere il doppio del peso del pesce es 1kg sarde 2 kg cipolle
-     pinoli 100gr
-     uvetta sultanina 100gr
-     sale
-     aceto 50cc
-     farina
-     olio per friggere

Pulire, squamare e togliere la testa alle sarde, infarinarle e friggerle. Metterle a scolare su carta assorbente.

Nel frattempo affettare fini le cipolle, salarle e farle imbiondire, cucinare finché diventano morbide e aggiungere l’aceto da sfumare. Aggiungere pinoli e uvetta (questo è il tocco d’Oriente che è presente in molti dei piatti veneziani).

Disporre le sarde in una pirofila e alternarle con le cipolle fino a esaurire gli ingredienti. Coprire e tenere in frigo per almeno 3/4 giorni.

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Sarde in saor

Bovoleti
-     bovoleti
-     olio
-     aglio
-     prezzemolo

Lasciare i bovoleti a spurgare, lavarli più volte, metterli in una pentola coperti di acqua senza sale e metterli a fuoco basso, così escono dal guscio col calore dell’acqua. Appena prima che l’acqua bolla, mettere il sale e alzare la fiamma, toglierli subito dal fuoco, scolarli e condirli con abbondante olio, aglio e prezzemolo e continuare a mescolare per farli insaporire (mescolare i bovoleti era un compito di noi bambini).

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Bovoleti

Bigoli in salsa
-     acciughe sott’olio
-     olio
-     cipolle
-     bigoli

Dissalare e diliscare le acciughe. Affettare le cipolle (tante) e farle rosolare e cucinare finché quasi si spappolano. Aggiungere le acciughe e farle sciogliere nelle cipolle.

Condire i bigoli con questo sughetto divino.

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Bigoli in salsa

Vi è venuta l’acquolina in bocca?
A noi sì, e già stiamo preparando queste prelibatezze.
Vi aspettiamo a Venezia per la Festa del Redentore, ciao!

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