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La regina delle ville: Villa Pisani a Stra

Venezia, i suoi angoli segreti e nascosti, la laguna, le sue isole sono le mete principali dei turisti.

Coloro che decidono di trascorrere più giorni in questa città da sogno, sono attratti anche da quello che la terraferma veneziana offre. Soprattutto amano visitare le stupende ville lungo la Riviera del Brenta, l’importantissima via acquea che collega la città di Padova con la laguna (non poche le battaglie in passato tra Veneziani e Padovani per il controllo del fiume).


Ve ne sono molte, alcune famose perché progettate, affrescate, decorate da architetti ed artisti illustri che, allo stesso, stavano operando a Venezia

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In questo articolo vi facciamo conoscere Villa Pisani a Stra, la più imponente, la più grande e la più visitata, definita la ‘villa delle ville’.
Alcuni brevissimi cenni storici sono obbligatori: fu costruita su un edificio preesistente per celebrare la gloria della famiglia Pisani, soprattutto quando Alvise Pisani fu eletto doge nel 1735. 
Dopo la fine della Serenissima, fu proprietà di Napoleone, nel 1814 subentrarono gli austriaci. Quando Venezia si unì al Regno di Italia nel 1866, Vittorio Emanuele II vi soggiornò per un breve periodo e due anni dopo divenne di proprietà dello stato. Dalla fine del 1800 è un Museo Nazionale. 
Innumerevoli gli ospiti e visitatori importanti provenienti da tutta Europa: lo zar Alessandro I di Russia, Gustavo di Svezia, Maria Luigia di Parma e tanti altri. Nel 1934 vi si incontrarono Hitler e Mussolini. 
La magnificenza della villa risulta subito evidente dalla facciata in stile barocco, con una struttura centrale a tempio, con timpano e colonne corinzie. Terrazze e statue arricchiscono le parti laterali che si concludono con due costruzioni richiamando lo stile classico della parte centrale.

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Entrando nell’atrio ricco di statue di stile classicheggiante, l’attenzione dei visitatori è catturata dalle scuderie, che si trovano alla fine del parco che si estende per ben 14 ettari. Le scuderie sono un edificio di grandi dimensioni che si riflette nella lunga piscina, costruita nel 1911 per scopi scientifici, e trasformata, qualche anno più tardi, in elemento decorativo, aggiungendovi statue provenienti da altre ville venete.

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Il parco e’ ricco di sentieri nascosti dagli alberi e passeggiando troviamo una piccola collina che, in passato, era circondata da un fossato; l’acqua di inverno ghiacciava ed il ghiaccio era prima tagliato a pezzi e poi fatto scivolare attraverso un cunicolo all’interno della collinetta cava, per poter essere usato d’estate per conservare gli alimenti. Era la ghiacciaia della villa.

Sopra la collina si trova la coffee house, una piccola loggetta, utilizzata come punto di riposo, relax, luogo di incontro sia dei proprietari che degli innumerevoli ospiti per godere di un po' di fresco durante le calde estati venete.

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Sicuramente l’attrazione principale di questo immenso parco è il labirinto di siepi di bosso, lungo alcuni chilometri, con al centro una torretta con la statua di Minerva, dea della ragione. Gabriele d’Annunzio, che visitò la villa, lo menziona nella sua opera ‘Il Fuoco’. Impossibile non perdersi: oggi come allora è un luogo di divertimento. Mentre in passato una dama mascherata stava sulla torretta aspettando che il gentiluomo la raggiungesse e, se ci riusciva, si scopriva il volto; oggigiorno tutti, grandi e bambini, cercano di raggiungerla per poter osservare il labirinto dall’alto e cercare di capire la via di uscita. Se siete dotati di un buon senso di orientamento ci riuscirete dopo vari tentativi, altrimenti non scoraggiatevi, il guardiano sulla torretta vi indicherà la via. Dal punto di vista artistico è un capolavoro, uno dei più famosi e ben conservati labirinti in Italia.

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La villa. 
Nelle 114 stanze della villa, i visitatori possono ammirare gli arredi originali, tipici del ‘700 veneziano. Le stanze hanno nomi differenti, a seconda dell’uso a cui erano destinate, dei proprietari e ospiti che vi hanno soggiornato, dei temi allegorici, mitologici rappresentati con affreschi o dipinti. 
La sala del trionfo di Bacco del Guarana, la camera ed il bagno napoleonici, la sala di Maria Anna Carolina di Savoia, il salotto rosso, la sala dei pannelli cinesi, della musica, delle virtù e tante altre.

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Interessante osservare la moda del tempo, letti con baldacchini, culle, sedie e scrivanie, sale da pranzo. E possiamo davvero immaginare tutti questi personaggi famosi intenti a scrivere una lettera, o a prepararsi per una passeggiata nel parco o per un ballo. Il chiacchiericcio durante le numerose feste, le sale illuminate dalampadari in vetro, cristallo, legno o rame dorati.

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Il capolavoro della villa è la sala da ballo, maestosa per grandezza, con il ballatoio dove gli orchestranti suonavano, i lampadari di legno dorato e famosa per il celebre affresco al soffitto di Giambattista Tiepolo“Apoteosi della famiglia Pisani”, ultimo suo lavoro prima di lasciare l’Italia per andare a vivere in Spagna dove morì nel 1770.

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L’affresco del Tiepolo è un tripudio di colori, l’azzurro del cielo, il bianco quasi argenteo delle nuvole, i colori vivaci dei personaggi: tutto contribuisce a dare un senso di ampio respiro e leggerezza all’interno della sala. La fama alata al centro del dipinto diffonde la gloria della famiglia con la sua tromba. Sono rappresentati i quattro continenti, la Vergine e la Fede, i ritratti di alcuni membri della famiglia stessa che sono stati i testimoni delle tante feste, danze, incontri amorosi, pettegolezzi che per un periodo di tempo hanno reso questa villa la più vivace della terraferma di Venezia.

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Impossibile descrivere tutte le stanze, così come è difficile trasmettere il senso di quiete e serenità passeggiando nel parco. Saremmo liete di accompagnarvi in questa meravigliosa villa, illustrandovi tutto, perdendoci (perché no?) insieme a voi nel famoso labirinto. Vi salutiamo con un’altra foto dello stesso. Ciao a tutti.

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