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Le Bocche di Leone a Venezia

Alla scoperta di sculture particolari, molto importanti in passato, bizzare ed inquietanti allo stesso tempo.
Passeggiando con noi a Venezia
La nostra città è ricca di opere scultoree ovunque. In ogni angolo, sia nelle aree più turistiche che in quelle più nascoste, si possono piacevolmente scoprire piccoli dettagli scultorei di materiali diversi: marmo, pietra d’Istria, porfido...
Se visiterete con noi Venezia vi faremo scoprire questi gioiellini, che contribuiscono a rendere la città lagunare ancora più unica ed originale (vedi nostro  precedente post: ‘’Sculture curiose a Venezia")

Le Bocche di Leone
Molto intriganti sono sempre state le Bocche di Leone, o Boche de Leon in veneziano.

Dopo la congiura di Baiamonte Tiepolo del 1310 contro il doge Pietro Gradenigo, fu deciso di disseminare nei vari sestieri, come pure all’interno di Palazzo Ducale, le Bocche per le denunce segrete (boche de le denontie secrete).

Dal punto di vista meramente estetico non possono considerarsi propriamente belle: si tratta di bassorilievi che rappresentano facce di leoni o facce umane minacciose, aventi al posto della bocca una fessura nella quale venivano inserite carte e lettere. In tali documenti venivano denunciati coloro che commettevano i più svariati crimini, quali bestemmia, evasione delle tasse, inadempienza alla sanità.
 

Bocca di Leone per reati di inadempienza alla sanità

Le denunce

Chiunque aveva la facoltà di scrivere denunce: non è così difficile pertanto immaginare come molti veneziani, per invidia, rancore, odio scrivessero i nomi di persone oneste. Per evitare tutto ciò, nel 1542 fu deciso che le denunce segrete non potessero essere anonime; al contrario, dovevano essere firmate e dovevano riportare i nomi di almeno 2 testimoni, altrimenti non venivano prese in considerazione e di conseguenza i giudici provvedevano a bruciarle… a meno che non si trattasse di denunce relative alle congiure ai danni dello stato, crimine troppo pericoloso per la stabilità stessa del sistema politico della Repubblica.

Quando una accusa era ritenuta fondata, la magistratura più temuta della Repubblica Veneziana, il Consiglio dei X, dava inizio ad un lavoro investigativo segreto, al fine di ottenere le prove delle accuse formulate nelle lettere, per poi procedere con uno stremante interrogatorio del denunciato.


La sala del Consiglio dei X, Palazzo Ducale

Le denunce più gravi erano di congiura e di cospirazione contro lo stato, nel qual caso la condanna era la pena di morte, l’esilio, o la relegazione.
Le Bocche di Leone furono create per preservare la pace nella Serenissima, per evitare lotte intestine e tentativi di prese di potere ai danni dello stato.

Ogni Bocca di Leone corrispondeva ad un diverso e ben specifico reato. Dietro a ciascuna vi era una piccola cassetta di legno per raccogliere tutte le denunce. Le chiavi di tali cassette erano tenute dai Magistrati e solo i Capi dei Sestieri potevano aprirle.


Cassetta sul retro della Bocca di Leone nella Sala della Bussola, Palazzo Ducale

Ancora oggi si possono ammirare alcune Bocche di Leone, sia passeggiando per i differenti sestieri della città, sia all’interno di Palazzo Ducale


Bocca di Leone, Palazzo Ducale



Bocca di Leone presso la Chiesa di San Martino


Il sistema di denuncia tramite le Bocche di Leone restò in vigore fino alla caduta della Repubblica con l’arrivo di Napoleone nel 1797, ed in questa occasione molte delle teste di Leone, nonché le relative iscrizioni, furono scalpellate via.

Bocca di Leone scalpellata, Palazzo Ducale

Vi aspettiamo per svelarvi altri particolari in una visita guidata di Venezia che vi porterà a scoprire maggiori dettagli anche su questo aspetto della vita giudiziaria della Serenissima Repubblica!
Ciao!