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Pasqua a Venezia con Tintoretto

Crocifissione e Resurrezione di Tintoretto: Buona Pasqua. Con questo nostro post vi proponiamo una visita guidata a Venezia concentrata su due dipinti del grande maestro che riguardano il tema della Pasqua, situati all’interno della Scuola Grande di San Rocco.
Avevamo già scritto un articolo (link: Buon Natale da Venezia con Jacopo Tintoretto) su due capolavori di questo artista straordinario, genio indiscusso dell’arte Veneziana.


Facciata Scuola Grande di San Rocco

Una delle opere da noi scelte si trova nella Sala dell’Albergo, dove vi si riuniva il governo della Scuola Grande, sala che accoglie le prime tele eseguite dal maestro per la confraternita.


La Sala dell’Albergo

Alle pareti troviamo scene della Passione di Cristo: Cristo davanti a Pilato, l’Incoronazione di spine, la Salita al Calvario ed infine la Crocifissione. E di quest’ultima desideriamo appunto parlarvi.

La Crocifissione
Fu eseguita nel 1565. Non possiamo asserire che sia l’opera più importante all’interno della Scuola, poiché ogni dipinto è un capolavoro a sé stante, ma è certamente la più maestosa, sia per le dimensioni che per la raffigurazione pittorica.


La Crocifissione

Questa tela copre tutta la parete di fronte all’ingresso nella sala: chi entra è subito colpito dal Cristo crocefisso, la cui figura isolata domina tutta la scena. La croce è inclinata verso l’osservatore ed il corpo di Cristo morente ci suggerisce un’idea di potenza, sia fisica che spirituale, messa in evidenza dalla muscolatura molto pronunciata e soprattutto dalla raggiera di luce dietro Cristo stesso.


Cristo crocefisso, dettaglio

Intorno alla croce tutto è movimento: gruppi di persone che guardano straziate al figlio di Dio (il gruppo delle pie donne ai piedi della croce); soldati a cavallo, figure che sono impegnate a sistemare i due ladroni ai lati del Cristo; c’è chi scava buche; chi lo indica a braccia alzate, chi assiste come spettatore attendendo l’ultimo spiro.
Anche il cielo, in accordo all’iconografia classica, partecipa alla sua morte: è plumbeo e sembra annunciare il temporale.


Gruppo delle pie donne

Dal punto di vista della tecnica pittorica, il chiaro-scuro e le isolate pennellate di colori sono i veri protagonisti di questa tela.
Il giallo della terra che si apre a ‘V’ conferisce profondità alla scena affollata. In lontananza figure appena accennate, un obelisco, colline.

Tintoretto credente e confratello si dipinge nel quadro: barbuto, con una veste scura, il suo sguardo è rivolto al centro verso Cristo.


Tintoretto, autoritratto

Il pubblico del ‘500 era abituato alla genialità di Jacopo dimostrata già in precedenti capolavori; con la Crocifissione Tintoretto raggiunge l’apice: la sua indole irrequieta, il suo carattere burbero e volubile, la sua ambizione sono tutti presenti in questa tela.

La Resurrezione
È una deflagrazione! Una esplosione di luce netta, senza compromessi: Cristo vincitore sulla morte che guarda in basso gli angeli. Dipinto durante il periodo che va dal 1578 al 1581, si trova nella Sala Capitolare.


La Resurrezione

Anche in questa opera Jacopo non rinuncia al ‘disegno’ per evidenziare le torsioni delle figure che catturano e riflettono la luce divina.
Il corpo nudo di Cristo è michelangiolesco: forte, ben disegnato, muscoloso forse fino all’eccesso, perfetto nella sua classica plasticità. Non poteva essere altrimenti: dopo la Sala dell’Albergo, con il ciclo della Passione del figlio di Dio e la sua Crocifissione, questo dipinto doveva catalizzare l’attenzione degli osservatori.


Cristo risorto

La luce divina scaturisce dal sepolcro aperto e pervade la figura di Cristo che sottolinea a braccia aperte l’evento miracoloso. Il chiarore abbagliante è con fatica trattenuto da un contorno paesaggistico scuro e dalle figure angeliche.
Ci sono due fonti di luce differenti: quella divina e quella naturale che proviene da sinistra, dove sono raffigurate le pie donne.


Le pie donne

Come in altri suoi dipinti, Tintoretto rappresenta qui un palcoscenico teatrale: le Marie ed il paesaggio servono per creare quella necessaria prospettiva e profondità per far risaltare il Cristo Risorto in primo piano.
In basso, nell’oscurità, gli angeli ed alcuni astanti sono parzialmente illuminati dalle due luci. Oltre alla luce d’oro, l’unico colore che colpisce l’osservatore è il rosso delle vesti e delle stigmate di Cristo.

Quattro sono gli angeli rappresentati: quello a destra sostiene la pietra del sepolcro mentre il suo sguardo è rivolto oltre la cornice; di un altro, inginocchiato, si percepisce lo sforzo di sorreggere la pietra grazie alla posizione dei piedi e dei muscoli della schiena; il terzo è in piedi; il quarto, infine, inondato dal chiarore, guarda dentro il sepolcro. Nel complesso queste figure creano un movimento circolare. Del resto tutto il dipinto è impostato sul colore divino e sul movimento rotatorio, caratteristiche peculiari dello stile tintorettiano.


Angeli

Abbiamo stuzzicato la vostra curiosità sulla grandezza di questo geniale artista? Vi aspettiamo allora per un tour guidato di Venezia, per farvi scoprire o approfondire l’arte di Tintoretto. Vi salutiamo e vi auguriamo buona Pasqua. Ciao