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Tra arte e vino nell'entroterra di Venezia: visita guidata di villa Barbaro a Maser

Oggi lasciamo Venezia ed in macchina raggiungiamo un posto favoloso, dove regnano pace e silenzio, dove la nostra passione per l’arte e per la bellezza in generale viene appagata. Monica è alla guida, ci aspetta più di un’ora di viaggio; abbiamo, quindi, tutto il tempo per chiacchierare, sparlare e ‘gossippare’, ci viene molto naturale: tre donne insieme.....!

Stiamo andando a Maser dove si trova villa Barbaro, luogo ideale per perdere la cognizione del tempo; oggi, qui, non abbiamo gruppi o famiglie a cui proporre le nostre visite guidate: ci siamo semplicemente noi nella magia di questo luogo.

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Villa Barbaro

La famiglia Barbaro era una delle più eminenti a Venezia, Daniele e Marcantonio erano i discendenti di Zaccaria, che acquistò un palazzo lungo Canal Grande e che nel 1465 fu eletto Procuratore di San Marco.

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Palazzo Barbaro a Venezia lungo Canal Grande

La loro villa, quindi, doveva esaltare l’importanza e la gloria della famiglia, sottolineare il loro status sociale; l’amico Palladio la progettò, il Veronese la affrescò ed Alessandro Vittoria vi eseguì alcune sculture: le tre espressioni dell’arte, architettura, pittura, scultura, realizzate dai massimi esponenti del Rinascimento Veneziano. Non a caso la villa è un sito UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.

Siamo arrivate, scendiamo dalla macchina e come ogni volta, immancabilmente, il paesaggio circostante ci infonde subito un sentimento di quiete e serenità.

Il corpo centrale della villa, le barchesse che terminano con le due colombaie e le meridiane sembrano darci il benvenuto.

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Particolare, meridiana e colombaia

Entriamo in questo gioiello. Prima di tutto ci dobbiamo mettere le pantofole: sono obbligatorie, servono per non rovinare il pavimento e lucidarlo al tempo stesso, e per evitare il rumore dei passi che possono infastidire, giustamente, gli attuali proprietari che ancora vivono nella villa.

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Le pantofole per visitare le stanze

Siamo subito attratte da una finestra che si apre su un panorama mozzafiato. Il verde della campagna domina: campi, parchi, e vigneti ovunque.

I Barbaro fecero della loro residenza in campagna non solo una piacevole e lussuosa dimora dove trascorrere le estati calde veneziane ed altri periodi dell’anno, ma una vera e propria azienda agricola basata sulla cacciagione, la coltivazione di cereali nei campi ed il ‘fare vini’.

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Lo straordinario panorama dalla finestra

Palladio stesso lo scrisse nel 1570 nei suoi “I Quattro Libri dell’Architettura”, a sottolineare che produrre il vino era un'attività molto importante, motivo di allegria ed orgoglio per la famiglia: “Dall’una, e l’altra parte vi sono loggie, le quali nell’estremità hanno due colombare, e sotto quelle vi sono luoghi da fare i vini....

Il geniale architetto progettò le barchesse come luogo di rimessa per gli attrezzi agricoli e per la cantina. Infatti ancora durante la metà del 1800 sotto le barchesseveniva conservata uva e veniva prodotto vino, fino al momento in cui i nuovi proprietari decisero di costruire una nuova cantina, un edificio distaccato, a sé stante.

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La nuova cantina

Le sale della villa hanno nomi differenti: dell’Olimpo, del Cane, del Tribunale d’Amore....Non è un caso che ci sia anche la Sala di Bacco per rimarcare, ancora una volta, l’amore dei Barbaro per questo tipo di coltura e per il prodotto: immaginiamoci l’ebbrezza, l’euforica allegria dei proprietari e degli invitati durante le feste.

La stanza di Bacco è piccola, ma grazie all’uso di colori chiari non è soffocante, al contrario Veronese con giochi di finte architetture, di trompe-l’oeil, di profonde prospettive, di paesaggi campestri è riuscito a creare un ambiente di ampio respiro. Ci sembra proprio di essere all’aria aperta come se i muri della villa fossero scomparsi.

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 La Stanza di Bacco

Al soffitto l’affresco raffigurante Bacco che dona l’uva agli uomini o ai pastori. In un cielo azzurro con nuvole bianche, Bacco porge un grappolo d’uva ad un pastore.

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Affresco al centro del soffitto

Uno di loro è accasciato, fiacco come se avesse già abbondato della deliziosa bevanda, e l’ebbrezza gli fa immaginare putti che danzano e sentire musica di violino.

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Particolare dell’affresco, pastore ebbro appisolato

Ai lati di questo affresco, pergolati rigogliosi e pieni di grappoli cui Veronese, con grande maestria, ha conferito una spinta ascensionale tanto che il nostro sguardo si perde nell’infinito del cielo.

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Pergolato con grappoli

Ognuna di noi ha un suo colore preferito: Monica il rosso, Marialaura e Cinzia il viola. Monica è in minoranza, ma anche lei adora il colore utilizzato dal Veronese pergli acini d’uva, ci sembra di sentirne il profumo. Il viola può essere un colore sia pesante se utilizzato per soggetti di grandi dimensioni, sia elegante e raffinato per dipingere piccoli dettagli: ed ecco che allora la stanza di Bacco diventa per noi il simbolo della perfezione, con un'atmosfera arieggiata e luminosa, l'ideale fusione della stanza in cui ci troviamo con la natura che sta all'esterno.

Usciamo da questa stanza e dopo aver passeggiato nelle altre sale della villa e per il parco, siamo un po' stanche e soprattutto affamate. È l’ora di andare a mangiare nel locale vicinissimo alla villa. Prendiamo degli assaggi, salumi, formaggi, verdure e beviamo i vini di villa Maser.

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Il locale a pochi passi dalla villa

Sì, la tradizione di fare vino continua ancora oggi e chiunque può pasteggiare con i vini della villa, tra cui ci sono Prosecchi, Chardonnay tutti DOC o DOCG, per chi preferisce i rossi come Cinzia e Monica il Cabernet Sauvignon 60% Merlot 40%, oppure Merlot 60%, Cabernet Sauvignon 35%, Cabernet Franc 5%, Villa Maser, Il Maserino, Rosso IGT Colli Trevigiani che ha vinto la Medaglia di Bronzo Decanter World Wine Awards 2009.

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Chardonnay 2007 di Villa Maser

E mentre ci rilassiamo gustando i vini, pensiamo a come una visita a Villa Maser sia completa. Immergersi nell’arte e nella natura per un po' di tempo e poi deliziare il palato: un connubio perfetto che risulta sempre vincente quando lo proponiamo a quegli ospiti, provenienti da ogni parte del mondo, che vogliono qualcosa di diverso da fare e da visitare con noi guide turistiche.

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Decorazione di una parete interna

Per stuzzicarvi l’appetito vi salutiamo con una foto di cosa abbiamo mangiato e bevuto... Monica in verità ha solo sorseggiato poiché deve guidare per riportarci tutte a casa.

Ciao e cin cin a tutti! E alla prossima, come sempre.

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