Maestria, fantasia, eccellenza del diciottesimo secolo…
Ca’ Rezzonico, il museo del
‘700 veneziano, offre al visitatore la possibilità di venire in contatto con le arti di stile barocco della città:
affreschi, pastelli, oli su tela, ceramiche, lampadari, cineserie di pregio, sculture, arredamento di ogni genere.
Tra le sale di questo palazzo per il nostro articolo decidiamo di entrare in punta di piedi nella
Sala del Brustolon per ammirare un capolavoro di questo grande artista bellunese.
Sala Brustolon
Brevi cenni sull’artista
Andrea Brustolon nasce a
Belluno nel 1662. Il padre Jacopo è intagliatore e statuario in legno. Nel 1677 si trasferisce a Venezia e qui incontra lo scultore genovese
Filippo Parodi, grazie al quale migliora la sua tecnica.
Dopo un viaggio a Roma, dove resta colpito dal
Bernini, ma anche dalla scultura classica, ritorna a Venezia ed apre una sua bottega: iniziano le commissioni da parte di famiglie nobili quali
Corner e Pisani. Ma è soprattutto grazie ai patrizi
Venier di San Vio che Andrea diventa uno dei più grandi scultori in legno dell’epoca. Si parla di vero e proprio ‘
fornimento Venier’, poiché per questa famiglia realizza numerose opere, tutte oggi visibili in questo museo.
Nel 1720 ritorna nella sua città natale e vi apre una bottega continuando a ricevere commissioni di prestigio. Muore nel
1732 a Belluno dove sarà sepolto.
Il capolavoro: la consolle portavasi
Per questa meravigliosa opera Andrea utilizza due tipi di legno durissimi:
il bosso e l’ebano.
Nella parte inferiore è scolpito
Ercole tra i due mostri da lui sconfitti:
Cerbero e Idra di Lerna.
Ercole rappresenta l’
allegoria della forza. Con le mani regge una clava con cui sostiene il piano superiore, dove sono raffigurati
tre moretti in ebano incatenati, che a loro volta sorreggono il vaso più grande della composizione; ai lati sono presenti
due figure barbute in bosso con altri quattro vasi.
La consolle portavasi
Ercole ha una barba realizzata con notevole maestria. Con la mano destra, in basso, l’eroe impugna con vigore la clava che, in alto, è trattenuta dalla mano sinistra: la
resa delle dita delle mani è perfetta.
Degni di nota sono anche i nodi scolpiti nel legno del pesante bastone. La torsione del busto, le spalle, gli avambracci, i polpacci, le vene e le dita dei piedi di Ercole mettono in evidenza l’anatomia accurata della statua. Non a caso
Honoré de Balzac definì Brustolon “
le Michel-Ange du bois” (
il Michelangelo del legno).
Ercole
La faccia di Ercole
Splendida, nella sua
mostruosità, è la figura di
Cerbero: i denti aguzzi, i nasi, le lingue, il pelo sembrano infondergli la vita, pare quasi di udire gli
abbài terribili del cane a tre teste,
guardiano degli Inferi, quel “
caninamente latra” descritto da Dante nel VI canto dell’Inferno che assorda le anime dei golosi mentre le graffia e le squarta.
Cerbero
Brustolon dimostra lo stesso eccellente virtuosismo e la medesima perfezione nel realizzare la figura di
Idra di Lerna, il serpente dalle molte teste che ruggisce in modo stordente e sputa un veleno mortale.
Idra, dettaglio
Nella parte superiore della consolle spiccano per la loro
lucentezza i tre moretti incatenati che sostengono il vaso più grande: sono di
ebano, magistralmente intagliato e lucidato; i loro occhi bianchissimi sono di
pasta di vetro (come si nota in altre sculture di questo maestro, per esempio nei guerrieri etiopi esposti nella sala da ballo del palazzo).
La parte superiore
Faccia di un moretto
Le due
figure barbute a destra e a sinistra ricordano
divinità fluviali e contribuiscono a formare un
triangolo perfetto che parte dal piano di appoggio fino alla sommità del vaso in alto.
I
vasi in porcellana cinesi e giapponesi rispecchiano il gusto dei nobili veneziani del tempo, il loro desiderio di arricchire le proprie dimore con
oggetti preziosi ed esotici. Colpiscono gli azzurri e i verdi, gli arancioni e gli ori, colori in
perfetta armonia con quelli del bosso e dell’ebano.
Uno dei cinque vasi
Quest’opera è un eccellente esempio del
raffinato stile dell’artista: spicca il
dinamismo dell’intera composizione, con figure rese in diagonale, sedute e appoggiate, e in orizzontale, a suggerire una
spinta verticale; è evidente l’incredibile virtuosismo nell’intaglio di differenti tipi di legno; da notare anche la fantasia e la destrezza con cui
Brustolon rese palpabile l’altissima considerazione che il committente nutriva per la propria collezione di vasi orientali.
Lampante è anche il
contrasto cromatico: tra il
dominante rosso del bosso ed il lucido nero metallico dell’ebano, spicca comunque il
bianco dei vasi provenienti dall’Estremo Oriente. Finanche i più piccoli dettagli, inoltre, sono resi alla perfezione dal punto di vista plastico.
Vi sono
tante altre opere di Andrea Brustolon da ammirare a Ca’Rezzonico.Vi aspettiamo a Venezia per una visita guidata con noi. Ciao!
Contatti:
info@guidedtoursinvenice.comPotreste essere interessati anche ai seguenti tour e articoli: Una visita a Ca' Rezzonico. (sezione:
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