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Venezia vista con gli occhi dei pittori: confronto fra Canaletto e Francesco Guardi

Due stili a confronto... In questi giorni a Ca’ Rezzonico, strepitoso museo del Settecento veneziano, sono in mostra degli eccezionali dipinti di Francesco Guardi, provenienti da Lisbona, e precisamente dalla collezione privata di Calouste Gulbenkian.
 

Tra i diversi quadri, tutti particolarmente intensi, ha attratto subito la nostra attenzione un dipinto con un soggetto interessante: la Regata sul Canal Grande.
Si tratta di una veduta dipinta probabilmente da Ca’ Foscari o da un luogo subito adiacente, poiché si vede subito sulla sinistra Ca’ Balbi con le sue guglie e sullo sfondo appare il Ponte di Rialto.
 

Il motivo per cui quest’opera ha stimolato la nostra curiosità dipende dal fatto che a Ca’ Rezzonico è permanentemente custodito un quadro con una veduta quasi identica, dipinto da Antonio Canaletto. Ed è subito scattato il confronto tra i due.

“Veduta sul Canal Grande da Ca’ Balbi a Rialto” di Antonio Canaletto


Veduta sul Canal Grande da Ca’ Balbi a Rialto (Canaletto, ca. 1722)
 
Questo dipinto ci presenta una Venezia dai colori brillanti, leggermente offuscati da nubi un po’ grigie che avanzano. Il cielo è principalmente blu. L’acqua, su cui si riflettono le dimore delle famiglie nobili, è rappresentata con il suo caratteristico colore verdastro, leggermente increspata da onde.
Scivolano lungo il canale, in una giornata che appare tranquilla, alcune imbarcazioni: gondole con o senza il felze, un bragozzo da pesca; una barca per il trasporto di legname è ormeggiata lungo un pontile, numerose sono poi le gondole agli ormeggi, da entrambi i lati del Canal Grande.


Veduta sul Canal Grande da Ca’ Balbi a Rialto, dettaglio (Canaletto, ca. 1722)

Qui e lì fanno capolino gli abitanti della città: una donna si affaccia dal balcone di Ca’ Balbi, i gondolieri sono indaffarati a remare o a preparare le gondole, nobili veneziani prendono il fresco in un battello, passanti dalle rive si affacciano verso l’acqua, e non manca anche qualche cagnolino.
I dettagli sono imperdibili: i panni stesi ad asciugare, gli originali camini, le tende esterne alle finestre, sulle facciate delle case muri scrostati, funi attorcigliate alle paline di ormeggio…
Del resto, la precisione del Canaletto è nota.
 

Veduta sul Canal Grande da Ca’ Balbi a Rialto, dettaglio (Canaletto, ca. 1722)



Veduta sul Canal Grande da Ca’ Balbi a Rialto, dettaglio (Canaletto, ca. 1722)


“Regata in Canal Grande” di Francesco Guardi
 


Regata sul Canal Grande (F. Guardi, ca. 1777)
 
Nell’opera di Guardi i colori sono un po’ più attenuati, la giornata è leggermente nuvolosa, ma tra le nubi si intravvede l’azzurro del cielo.
L’acqua è più grigia che verde, evidentemente riflette il grigiore delle nubi.
Il Canal Grande è davvero trafficato: numerose imbarcazioni sovraffollate sono ormeggiate lungo le rive in attesa che passino le gondole durante la regata, qualcuno indica l’una o l’altra gondola in gara. Dalle terrazze e dalle finestre una moltitudine di spettatori assiste alla gara.


Regata sul Canal Grande, dettaglio (F. Guardi, ca. 1777)

Le facciate delle dimore nobiliari hanno colori un po’ smorzati, i dettagli quali i camini, le guglie, gli arazzi alle finestre, le tende sembrano confondersi coi colori del cielo e delle facciate.
L’atmosfera è come sospesa: si respira quasi l’attesa del passaggio dei regatanti… Allo stesso tempo però sembra esserci eccitazione per il momento di festa.


Regata sul Canal Grande, dettaglio (F. Guardi, ca. 1777)


Regata sul Canal Grande, dettaglio (F. Guardi, ca. 1777)


Spunti per un confronto

Due quadri, stesso paesaggio, stesso punto di vista, ma resa decisamente diversa…
Canaletto ha uno scopo quasi documentario: usa la camera ottica per fissare sul foglio e poi riportare sulla tela i minimi dettagli, così da rendere nel modo più realistico possibile ciò che vede.
La prospettiva e le proporzioni sono perfette. Le numerose macchiette che popolano il suo quadro ci danno uno spaccato della quotidianità a Venezia, ma è evidente che l’interesse principale va alla veduta.
Guardi invece non si sofferma minuziosamente sui dettagli, non usa la camera ottica: i palazzi, le imbarcazioni, le persone sono tratteggiate a volte in modo un po’ sommario e sfocato. Sembra quasi che la scena sia pervasa da una leggera foschia.
Ciò che per Guardi sembra essere l’aspetto principale del suo dipinto non è la resa perfetta del paesaggio, ma l’atmosfera: è un’atmosfera di attesa, dove la luce non fa vibrare i colori ma li smorza. Qui Venezia sembra più pallida rispetto alla Venezia del Canaletto: non più ricca e potente, ma sbiadita.
Del resto, più di cinquant’anni separano la realizzazione di un dipinto dall’altro: decenni in cui oramai il declino della Repubblica era divenuto evidente per chiunque. E solo vent’anni dopo la data in cui Guardi dipinse la sua veduta, la Repubblica crollerà.
Questa è la nostra personalissima interpretazione
E voi che differenze notate? Fatecelo sapere! Certo, dalle foto del post tanti dettagli si perdono: venite di persona ad ammirare i due quadri! Rimarrete entusiasti, ne siamo sicure!
I dipinti di Guardi della collezione Gulbenkian rimarranno a Ca’ Rezzonico fino al giorno 8 giugno 2026. Quello del Canaletto invece lo troverete sempre, al secondo piano del museo.
Vi aspettiamo per una visita guidata!
Contatti: info@guidedtoursinvenice.com