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Visitare Venezia in Autunno: torna l’acqua alta

Anche quest’anno è giunto l’autunno, che porta con sé i nuovi colori calditipici di questa stagione, le piogge, la nebbia… Anche a Venezia si respira un’atmosfera diversa da quella estiva, spesso meno tersa e folgorante, ma sempre suadente.

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Piazzetta San Marco dal campanile

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Venezia autunnale, Dorsoduro (San Gregorio)

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Venezia autunnale, Castello (i Greci)

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Venezia avvolta nella nebbia (Basilica della Salute)

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Venezia avvolta nella nebbia (le due colonne, il rosa delle lampade e la chiesa di San Giorgio)

Immancabilmente con l’autunno arrivano anche i noti fenomeni dell’acqua alta, le inondazioni che da sempre caratterizzano la nostra splendida e fragile città. A dir la verità, ultimamente assistiamo anche a qualche inondazione estiva, ma è sicuramente tra settembre ed aprile che il fenomeno si manifesta con più frequenza, arrecando maggior disagio.

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Piazza San Marco allagata

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L’acqua che sale dai tombini in Piazza San Marco

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I pilastri acritani ed i Tetrarchi

Le ragioni delle maree eccezionali sono chiare e completamente naturali: eventi atmosferici quali pressione e venti alterano in modo significativo l’ampiezza media della marea. In caso di abbassamento notevole della pressione ed in concomitanza con forti venti di bora o scirocco il livello della marea può crescere in modo tanto rapido quanto violento. Qualora questi fenomeni avvengano contemporaneamente alle fasi di plenilunio o novilunio, l’innalzamento del livello di marea è ancora maggiore.

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Turisti in Piazza San Marco durante l’acqua alta

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Turisti e veneziani sulle passerelle per entrare in Basilica di San Marco

Nel corso dei secoli sono stati registrati numerosi casi di acqua granda. Già nelle Cronache di Giovanni Diacono del secolo XI si fa menzione di maree eccezionalmente alte risalenti addirittura ai Dogadi di Giovanni Galbaio (fine VIII secolo) e Giovanni II Partecipazio (fine IX secolo). Ma tutta la storia di Venezia è costellata di racconti di inondazioni più o meno distruttive, con conseguenti merci rovinate nei depositi, cisterne d’acqua contaminate, abitazioni divenute inagibili.

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L’acqua inizia ad allagare il piano terra di un edificio

Nel corso del ‘900 però la frequenza degli episodi di acqua alta, anche di notevole gravità, è decisamente aumentata, sino a quella famosa del 4 novembre 1966: 194 cm di marea sul livello medio del mare, con inondazione del 100% del territorio insulare e danni catastrofici.

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Targa che indica il livello dell'acqua raggiunto durante l’inondazione del 1966.

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Targa che indica il livello dell'acqua raggiunto durante l’inondazione del 1966.

Eustatismo (innalzamento del livello del mare) e subsidenza (abbassamento del terreno) sono cause primarie di questa maggior frequenza. Ma lo sono anche i cambiamenti climatici dell’ultimo secolo, nonché le opere antropiche poste in atto, che non poco hanno modificato l’assetto della laguna: un esempio tra i tanti, la creazione di Porto Marghera.

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L’area industriale di Porto Marghera vista dal ponte della Libertà al tramonto.

Molti sono stati gli enti e le realtà, locali, nazionali e anche stranieri, che negli ultimi decenni si sono impegnati per una reale salvaguardia di Venezia, con opere più o meno discutibili, più o meno apprezzate, più o meno osteggiate: innalzamento di pavimentazioni e rive, scavo e pulizia dei rii, ripristino delle barene, costruzione del tanto discusso sistema di paratie mobili, il Mo.S.E. (Modulo Sperimentale Elettromeccanico )… A questo proposito, c’è da dire che il Mo.S.E. nulla ha a che vedere col Mosè salvato dalle acque o Mosè che separa le acque… ogni tanto qualcuno fa un po’ di confusione! Siamo però ancora lontani da una soluzione definitiva.

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Il progetto del Mo.S.E.

Certo, l’acqua alta è sempre stata considerata il prezzo da pagare per continuare a vivere e prosperare in una città così speciale, unica, potente ma nel contempo fragile. La maggior frequenza del fenomeno ha però creato nel corso dell’ultimo secolo grande insofferenza da parte dei veneziani nella loro vita quotidiana. Tra i turisti, invece, le inondazioni sono considerate quasi come un elemento esotico da vivere in pienezza, con tanto di bambini in ammollo e passeggiate a piedi nudi nell’acqua (avete però mai notato che i veneziani non lo fanno? Forse un motivo ci sarà!).

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Turisti a San Marco con l’acqua alta

Quando la marea defluisce, rimangono in piazza San Marco, nelle calli, nei campi pozze d’acqua che si asciugheranno poi lentamente. E per un po’ Venezia vi si riflette in tutta la sua bellezza.

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Riflessi dopo l’acqua alta

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Riflessi dopo l’acqua alta

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Riflessi dopo l’acqua alta

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Riflessi dopo l’acqua alta

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Riflessi dopo l’acqua alta

Nel caso in cui i nostri ospiti arrivino in visita nella nostra città in un giorno di marea eccezionale, niente paura: ci attrezzeremo con stivali di gomma o stivali di plastica usa e getta e, con un po’ di attenzione a non scivolare, il nostro tour privato di Venezia avrà un sapore alquanto particolare!

Vi lasciamo comunque con una considerazione un po’ malinconica: per quanto ci affanniamo nella salvaguardia della nostra Perla dell’Adriatico, la Natura continuerà a fare il suo corso. E quella contro la Natura è una battaglia impari, se non siamo consapevoli di dover prima rispettare la Natura stessa…

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Acqua alta notturna

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Acqua alta notturna