Blog

Giocare a nascondino con Damien Hirst a Venezia

Qual è la più curiosa, amata, odiata, esaltata, bistrattata mostra in circolazione in questo periodo a Venezia? È una mostra megagalattica, esagerata, oversize, strana, fantastica, fantasmagorica, creata, montata, smontata, inventata (ma dai, tutta, ma proprio tutta, inventata?). È impossibile ignorarla, impossibile non parlarne, impossibile non vederla. È l’evento dell’anno per l’arte contemporanea e non solo. Ed eccola qui, nelle due sedi di Palazzo Grassi e Punta della Dogana.

foto2
Conchiglia in bronzo

foto3
Unicorno sott’acqua

È la prima volta nella storia della Fondazione dall’era Pinault che un artista occupa, è proprio il caso di dirlo, entrambe le sedi espositive per una rappresentazione unica e incredibile. Ci sono voluti 10 anni di lavoro, svolto in totale segretezza, neanche fosse una bomba nucleare; e proprio come una bomba la deflagrazione col botto si è sentita eccome. Non lo avete ancora capito? Sto parlando di Treasures from the Wreck of the Unbelievable, la mostra in cui tutto ciò che è esposto è una invenzione geniale di Damien Hirst, ex Young British Artist.

foto4
The Fate of a Banished Man

foto5
Busto con incrostazioni marine

L'artista inglese ha praticamente imbastito una storia ironica,“unbelievable” per l'appunto, incredibilmente plausibile, ma che tendenzialmente confonde il visitatore. Ci si trova a far i conti con un racconto che, seppur verosimile, è supportato da oggetti e opere che l’artista vuol farci credere esser dei veri reperti archeologici.

 

foto6
Busto con incrostazioni marine, con le sembianze di Hirst medesimo

foto7
Aspetto di Katie Ishtar Yo-landi

Hirst ci illude e ci narra come essi siano stati rinvenuti in un relitto sotto all’Oceano Indiano, dopo il naufragio di una nave che trasportava il tesoro di quasi 2000 anni fa appartenuto a Cif Amotan II, un ex schiavo liberato, divenuto un ricchissimo collezionista di meraviglie provenienti da ogni angolo del globo, anche quello all’epoca non ancora noto.

foto8
Immagine del video sul ritrovamento

foto9
Tridacna

foto10
Reperto con coralli

La mostra è tutta un gioco, un rimando arguto e a volte fin troppo smaccato. Quella dell'artista è un'allegoria intelligente e spesso esagerata, che mette a confrontoreperti antichi e rifacimenti simil-musealimateriali molto preziosi come oro, argento, lapislazzuli, malachite, cristallo di rocca, bronzo, dimensioni tra il piccolissimo e il colossale, il vero/verosimile e la copia, cosa che Hirst ha usato spesso nella sua carriera artistica.

 

foto11 
Reperto colossale: il mostro rinvenuto sotto il mare

foto12
Reperti di piccole dimensioni

Faccio alcuni esempi, quelli che più mi han fatto sorridere e messo in moto associazioni mentali divertenti e perché no, colte. Ed è un gioco che inizia e termina con il doverci credere, altrimenti diventa tutto un baraccone assurdo, una religiosa credenza. Il mio è un invito a starci, a questo gioco, per goderne appieno, perché alla fine di tutto, nell'ultima sala di Palazzo Grassi, due mani di giada, giunte come in preghiera, ce la dicono lunga sulle intenzioni di Hirst!

foto13
Figura femminile sul triclinio

foto14
Unicorno

foto15
Bacco e i Fauni

La statua dell'ermafrodita incrostata di coralli, madrepore, conchiglie (essendo stata 2000 anni nelle profondità dell’oceano non può che uscirne così!) è esposta nella stessa sala con la sua copia restaurata e quella riaggiustata aggiungendo braccia e gambe come si faceva nel ‘500 con le statue antiche. Che incongruenza deliziosa vedere le tre copie presentate nella stessa stanza!

foto16
Ermafrodita, statua incrostata e statua ricostruita

foto17
Ermafrodita, copia aggiustata

Cinque statuette della fertilità in bronzo, simili a delle sculture di Moore, sono state photoshoppate per risultare all’interno di una vera foto del 1936 della prima mostra del Surrealismo a Londraeffetto cortocircuito assicurato!

foto18
Statuette della Fertilità

foto19
Foto della mostra Surrealista a Londra del 1936

Nella stessa sala, la statua centrale delle statuette della fertilità è stata ingrandita a misura d’uomo, riprodotta in marmo rosa, bronzo incrostato di coralli e bronzo “pulito”, ma se si gira attorno alle statue si possono notare le incisioni  Made in China  e sotto ancora  Mattel…. Praticamente una Barbie, formosa come quelle orientali!

foto20
Statuetta centrale del gruppo della Fertilità, in marmo rosa, con scritta sul retro

Sensazionale, vero? E non è finita qua!

Per saperne di più non perdetevi il mio prossimo post sul sito che condivido con le mie amiche Monica e Cinziawww.guidedtoursinvenice.com!

Ciao e a presto, Marialaura!