Blog

Un tour specifico a Venezia: Sissi tra mughetti e fiordalisi

La prima volta che Elisabetta d’Austria soggiornò a Venezia fu per un breve periodo a cavallo tra il 1856 e il ‘57. A 16 anni, giovanissima, arrivò nella città lagunare con l’imperatore Francesco Giuseppe e con la figlioletta Sofia. Nonostante la giovane età, percepì immediatamente l’astio dei veneziani nei confronti degli Asburgo, divenuti di fatto i nuovi padroni dopo la caduta di Napoleone. In tanti accorsero ad assistere alla passeggiata ufficiale dell'imperatore e della consorte in piazzetta e in piazza San Marco, spinti soprattutto dalla curiosità di vedere Sissi, la cui fama di essere una donna meravigliosamente bella l'aveva preceduta anche qui.

FOTO2
25 Novembre 1856: l’arrivo a Venezia

La coppia imperiale elesse come propria residenza le Procuratie Nuovissime (fatte costruire per volontà dei francesi dopo aver abbattuto la rinascimentale chiesa di San Geminiano del Sansovino), occupando però anche alcune stanze delle Procuratie Nuove: ebbero così un imponente Palazzo Reale anche nel cuore di Venezia. Il desiderio di grandezza, che era stato proprio di Napoleone e che si adattava perfettamente alla nuova situazione, si percepisce immediatamente salendo il monumentale scalone che ci conduce alla altrettanto grandiosa sala da ballo.

FOTO3
Lo scalone

FOTO4
La sala da ballo

Con l’avvento degli Asburgo nel 1816, il palazzo voluto dall'imperatore francese fu restaurato ed ovviamente adattato per accogliere i nuovi sovrani. Nel 1866 con l’annessione di Venezia al Regno di Italia divenne la dimora dei Savoia, fino al secondo decennio del 1900, quando, essendo passato in proprietà al demanio statale, divenne la sede della ricca collezione di arte di Teodoro Correr, prima al Fondaco dei Turchi. Nel 1940 alcune stanze furono adibite ad uffici: è in questo periodo che inizia purtroppo un inarrestabile degrado degli interni. Grazie però ad lungo e attento restauro terminato nel 2012, oggigiorno possiamo visitare le 9 stanze di Sissi. Alcune erano di sua esclusiva pertinenza, altre invece erano adibite ad uso pubblico, per ricevimenti e pranzi ufficiali. Queste stanze sono ora parte integrante della visita al Museo Correr.

Sono tornate al loro splendore le decorazioni di Giuseppe Borsato e dell’ornatista Giovanni Rossi. Le pareti delle stanze sono tappezzate con i tessuti Rubelli(vedi nostro post: Mercanti e mercanzie: stoffe pregiate a Venezia”) che ricoprono e riproducono fedelmente la decorazione precedente, rimasta al suo posto sotto i nuovi drappi.

FOTO5
La Sala delle Udienze

Affreschi, stucchi colorati e dorati, grottesche, mobili intarsiati, candelabri, specchi, poltrone in broccato, tendaggi, e tanto altro: tutto in perfetto stile imperiale.

FOTO6
Stanza da studio di Sissi

E Sissi? Come trascorreva il tempo quando soggiornava a Venezia? Quali erano i suoi stati d’animo? Certo al lusso era abituata, ma all’imperatrice sembrava non importasse.

“Sono un gabbiano che non appartiene ad alcun paese, Nessuna spiaggia è la mia patria, Non mi affeziono ad alcun luogo, Volo di onda in onda.....” così scrive in uno dei suoi tanti diari, colmi di poesie. Quando restava sola si dedicava alla scrittura, ove trovava conforto e sfogo.

Durante i suoi soggiorni a Venezia (il secondo ebbe la durata di 7 mesi dall’ottobre del 1861 a maggio del ’62), Sissi andava spesso al Teatro La Fenice, il ‘Gran Teatro’. Fece visita ad alcuni conventi come quello delle Penitenti e delle Oblate, ad orfanotrofi, ad istituzioni caritatevoli in genere. Da Palazzo Balbi assistette allaRegata Storica. Partecipava alle feste di nobili veneziani che, pur non accettando la sovranità asburgica, non disdegnavano la presenza dell’imperatrice nei loro palazzi privati. Visitò l’Accademia delle Belle Arti. Andava in gondola. Insieme all’imperatore, che la raggiungeva spesso in treno, faceva passeggiate lungo la spiaggia del Lido.

FOTO7
La coppia imperiale in gondola

Questa la vita mondana di Sissi a Venezia. Ma quando le porte si chiudevano, quando rimaneva da sola nelle sue stanze?

Tra le 9 sale che possiamo ammirare, il boudoir o stanza da toilette era la sua preferita. Sola, raccolta nei suoi pensieri melanconici, possiamo immaginarla intenta a scrivere versi come i seguenti: “Mai avessi lasciato la strada che mi avrebbe condotta alla libertà: mai mi fossi perduta imboccando la via della vanagloria. Mi sono destata in un carcere con le braccia avvinte da penose catene. Più mi struggo nel desiderio di te, più tu, libertà, mi abbandoni....”

La stanza non è grande, al contrario è intima e accogliente, decorata con i fiori da lei preferiti, i mughetti e i fiordalisi, che ritroviamo ovunque: negli angoli del soffitto e lungo le pareti, come fossero braccia amorevoli che coccolano e proteggono la triste imperatrice.

FOTO8
Il Boudoir

FOTO9

Gli stemmi in stucchi dorati dei regni d’Austria e di Baviera, sostenuti da aquile, spiccano sopra le porte.

FOTO10
L’aquila e gli stemmi dei due regni

Sono anche presenti due affreschi: in una parete vi è ‘La toilette di Venere’, mentre quello al centro del soffitto raffigura ‘La dea protettrice delle arti’, il cui volto assomiglia a quello di Sissi.

FOTO11
‘La toilette di Venere’

foto12
‘La dea protettrice delle arti’

foto12a
‘La dea protettrice delle arti’, particolare

Guardando fuori Sissi era rallegrata dalla vista del Bacino di San Marco e dell’isola di San Giorgio Maggiore, con la stupenda basilica palladiana. Il mare, l’acqua le suscitavano da sempre sentimenti di serenità e libertà: “Quella libertà che volevano rubarmi, Quella libertà l’ho trovata nell’acqua.....”

Dalle finestre, il suo sguardo si soffermava sui Giardini Reali, dove amava passeggiare, trascorrere il tempo, ammirando le piante ed i fiori da lei curati.

foto13
L’isola di San Giorgio Maggiore

foto14
I giardini Reali dal campanile di piazza San Marco

Nel suo boudoir, circondata dai mughetti e dai fiordalisi, la pesantezza del suo vivere si alleggeriva. Non a caso, il mughetto è il simbolo di felicità, fortuna ed innocenza, mentre il fiordaliso rappresenta dolcezza, felicità e leggerezza. Questi gli stati d’animo che Sissi cercava nella sua intima stanza e che talvolta trovava.

Con Venezia l’imperatrice d’Austria intratteneva rapporti contrastanti: assoluta indifferenza, rancore, ma anche serenità e leggerezza di animo. D’altra parte lei stessa scrive: “Vorrei essere lasciata in pace, un po' tranquilla insomma, perché in verità sono soltanto un essere umano simile a voi”.

Desideriamo darvi appuntamento al prossimo nostro post con un’altra foto dei “fiori di Sissi”, augurandovi tutto ciò che essi rappresentano. Vi aspettiamo a Venezia per passeggiare insieme nelle stanze della malinconica e ribelle imperatrice.

Ciao!

FOTO15