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Venezia tra sacro e profano: la festa della Madonna della Salute Come ogni anno il 21 novembre a Venezia viene festeggiata la Madonna della Salute. Viene costruito un ponte galleggiante temporaneo sul Canal Grande, i fedeli si recano con candele e ceri a pregare, i bambini giocano e si divertono tra le bancarelle con dolci e giocattoli, nelle case viene preparata la ‘castradina’ piatto tipico di questa ricorrenza.

Iniziamo con alcuni cenni storici ed artistici sulla chiesa della Madonna della Salute, una delle più importanti e famose a Venezia. Nel 1630 la città lagunare e tutto il Nord Italia furono colpiti da un’epidemia di peste bubbonica, definita anche peste nera, la stessa menzionata da Alessandro Manzoni nei ‘Promessi Sposi’. Decine di migliaia furono i morti nella sola Venezia e il doge del tempo, Nicolò Contarini, dopo tre giorni e tre notti di processione con la popolazione scampata alla morte, fece voto solenne di costruire una chiesa per ringraziare la Madonna se la pestilenza fosse cessata. Quando la fine del terribile morbo fu decretata il 21 novembre del 1631, il progetto di costruire un tempio votivo grandioso fu affidato all’architetto Baldassare Longhena.
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La tradizione della Castradina Canaletto – Madonna della Salute
Obligo no ghe n’è, ma stamatina,
sia pur piova, caligo o bavesela,
ogni zente cristiana e cristianina,
in ciesa vol andar e proprio in quela!
I passa el ponte, i crompa la candela,
el santo, el zaletin, la coronçina,
e verso mezodì l’usanza bela
vol che i vada a magnar la castradina.
El bacaro xe pien; e la parona
che, drio del banco, conta le valute
la ghe dise al marìo che no ragiona:
“Sarà quel che ti vol, ma la Salute
(pol scondarse qualunque altra Madona)
come festa, per mi, va sora tute!”
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Tra arte e vino nell'entroterra di Venezia: villa Barbaro a Maser Oggi lasciamo Venezia ed in macchina raggiungiamo un posto favoloso, dove regnano pace e silenzio, dove la nostra passione per l’arte e per la bellezza in generale viene appagata. Monica è alla guida, ci aspetta più di un’ora di viaggio; abbiamo, quindi, tutto il tempo per chiacchierare, sparlare e ‘gossippare’, ci viene molto naturale: tre donne insieme.....!

Stiamo andando a Maser dove si trova villa Barbaro, luogo ideale per perdere la cognizione del tempo; oggi, qui, non abbiamo gruppi o famiglie a cui proporre le nostre visite guidate: ci siamo semplicemente noi nella magia di questo luogo.
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Frittole: Carnevale a Venezia in dolce compagnia “La dev’esser gustosissima,
cotta bene e ben levada,
un pocheto inzuccherada.
Calda o fredda se volè”

Ecco come dev’essere la tradizionale frittella veneziana, a detta dell’economista Ugo Trevisanato che così descrive perfettamente il dolce tipico del carnevale. A dire il vero già immediatamente dopo l’Epifania in città si inizia a sentire l’odore di fritto in giro per calli e campielli. Come resistere alla tentazione di entrare in una pasticceria e gustare queste delizie ipercaloriche, accompagnate da galani e castagnole? Impossibile! E allora andiamo a vedere come sono queste famose “fritole”.
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Il Carnevale di Venezia con le sue ricette: buon appetito Vi avevamo lasciati la volta scorsa con la promessa di svelare qualche segreto in merito alla preparazione dei dolci tipici a Venezia durante il Carnevale. Nel frattempo abbiamo ben pensato di fare un giro per le migliori pasticcerie di Venezia alla scoperta dei dolci più gustosi: che bontà! Abbiamo davvero assaggiato numerose prelibatezze!

Sono molti i luoghi rinomati e famosi dove gustare le frittelle veneziane. Il migliore in assoluto è forse la pasticceria Tonolo in Crosera S.Pantalon, presa d’assalto ogni Carnevale visto che la nomea della bontà succulenta del prodotto s’è sparsa nel mondo intero! Da provare le frittelle di mele, oltre alla versione con crema o zabaione.
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14 Febbraio Buon San Valentino! Come ogni anno il 14 febbraio si celebra la festa degli innamorati. Ma qual è l'origine di questa giornata dedicata all'amore? Come ogni tradizione, la storia ha una valenza pagana e religiosa. Gli antichi romani dedicavano il mese di febbraio al dio Lupercus, era un periodo in cui si praticavano riti di fertilità, parecchio licenziosi e osteggiati dalla nascente Chiesa cattolica.
Per cercare di contenere queste eccessive manifestazioni erotiche ed estirpare il paganesimo e la troppa libertà di costumi considerati immorali, la Chiesa decise di istituire una festa per soppiantare i riti legati a Lupercus.
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